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Isola di Pianosa

arcmapIl passaggio di Pianosa da isola carcere a isola parco ha sconvolto gli equilibri dell'isola stessa. La presenza antropica e le attività agro-pastorali prima, lo spopolamento dell'isola con la cessazione di tutte le attività ora, sono drastici mutamenti che si stanno riperquotendo su comunità e specie vegetali e animali. Questo territorio è fondamentale per la presenza del gabbiano corso, della berta maggiore, del marangone dal ciuffo e delle vaste boscaglie di Juniperus phoenicea ssp. turbinata in buono stato di conservazione. Le sue coste protette dal disturbo antropico ne hanno fatto il luogo di nidificazione principale per la popolazione di gabbiano corso della Toscana; infatti a partire dagli anni 2000-2001 oltre il 50% degli animali (54-120 coppie) censiti nella regione nidifica a Pianosa. Anche una parte rilevante delle berte maggiori toscane nidifica a Pianosa ed in particolare nell'isolotto della Scola (almeno 100 coppie). In ambito regionale è una delle aree di maggiore importanza per il marangone dal ciuffo, che almeno dal 2002 sembra in chiaro aumento. Mancano invece dati relativi alla berta minore, la cui nidificazione sull'isola è forse solo sporadica.

Il ginepreto di Pianosa aumenta l'importanza di quest'isola, caratterizzando gran parte della fascia costiera, occupa circa il 7% della superficie dell'isola. La sua tutela richiede azioni mirate alla riduzione della tendenza all'espansione del pino d'Aleppo. La considerevole presenza di uccelli marini a Pianosa è dovuta anche ai risultati ottenuti dal precedente progetto LIFE di cui l'isola è stata oggetto. L'opera di derattizzazione dell'isolotto della Scola, effettuata all'inizio del 2001, ha infatti avuto un impressionante risultato positivo sul successo riproduttivo della colonia di berta maggiore, che dai valori pari a 0 degli anni 1999-2000, quando tutti i nidi esaminati sono stati predati, è passato ai livelli più elevati raggiungibili da questa specie, con l'involo dell'80-90% dei giovani. Sull'isola principale, quindi, un aumento della presenza della berta maggiore (che oggi vi nidifica con poche coppie), e forse anche del gabbiano corso e della berta minore, potrebbe essere ottenuto agendo sulla stessa minaccia (presenza di ratti) rilevata e combattuta sull'isolotto della Scola. In parallelo la presenza dei gatti inselvatichiti, potenziali predatori, è fonte di preoccupazione e necessita di studi adeguati e interventi di controllo.

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