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Isola di Pianosa

 

Pianosa con i suoi 10,2 kmq è per estensione la quinta isola dell’Arcipelago. È situata a 14 km a S-SO dalle coste dell'Isola d'Elba, a circa 27 km a S-SE dalla più meridionale isola di Montecristo e a circa 40 km ad est della Corsica. Frequentata dall’uomo preistorico e dai più antichi navigatori presenta testimonianze del neolitico, dell’eneolitico e dell’età del Bronzo. Sede di strutture residenziali marittime di epoca romana, nel periodo imperiale fu luogo d’esilio di Postumio Agrippa, nipote di Augusto.

Depliant sito archeologico "Il Bagno di Agrippa"

Del III e IV secolo è un’importante catacomba cristiana, situata presso il piccolo paese. Furono i Pisani a costruirvi un piccolo nucleo abitato distrutto nel XVI secolo durante le incursioni turche. Dopo un tentativo di colonizzazione agricola del primo Ottocento, dall’unità d’Italia fino al 1998 è stata sede di un importante colonia penale agricola, poi carcere di un massima sicurezza, che occupava l’intera superficie pianosina. Il territorio isolano era quindi diviso in due realtà separate da un grande muro in cemento armato: la zona carceraria, con le diramazioni e i terreni coltivati dai detenuti e la più piccola porzione del paese, nucleo abitato dal personale del carcere e di quanti svolgevano servizi per la comunità.  Dopo la dismissione del carcere Pianosa è rimasta pressoché disabitata e solo nel 1999 è stata aperta alle visite guidate.

Natura

Pianosa è la più bassa isola dell'arcipelago, praticamente un pianoro alto al massimo 29 metri sul livello del mare. Seppur poco elevata sui flutti presenta coste rocciose con presenza di falesie, specialmente nel versante occidentale e pochissime spiagge. La sua singolare morfologia è spiegata dalla particolare formazione geologica: le sue rocce sono di origine sedimentaria, con uno strato inferiore argilloso più antico e da strati di calcari organogeni del Pliocene, ricchissimi di fossili marini, testimonianza della sedimentazione avvenuta su un antico fondale marino. La vegetazione che la  ricopre è una tipica macchia mediterranea con predominanza delle specie amanti dei suoli calcarei: vi abbondano il lentisco, il rosmarino, il ginepro fenicio, i cisti, gli olivastri e lo spazzaforno, raro arbusto amante dei terreni poveri e rocciosi.

In alcune zone dell’isola è presente ancora qualche frammento di lecceta mentre molti sono i pini d'Aleppo introdotti con rimboschimenti del XX secolo. Fino al 1997 buona parte del suolo isolano è stato impiegato per fini agricoli dalla colonia penale istituita a Pianosa a partire della seconda metà dell'Ottocento: dopo l'interruzione dell'attività agraria la flora spontanea sta progressivamente ricolonizzando quei territori. Endemismo proprio dell’isola è il Limonio di Pianosa (Limonium planesiae), costituente insieme al finocchio marino l’associazione vegetale del critmo-limonieto che caratterizza la fascia costiera, insieme ad altre piccole ma importanti entità vegetali come l’Erba Franca o l’Erba Cristallina Stretta.  La fauna pianosina è rappresenta da piccoli mammiferi quali roditori, ricci di macchia e lepri selvatiche, queste ultime  introdotte nell’Ottocento come selvaggina insieme ai fagiani e alla pernice rossa. Abbondante è l'avifauna stanziale e migratrice. Lungo le coste nidificano le berte ed il gabbiano corso oggi protetti dall’Ente Parco con importanti iniziative di salvaguardia.

Gli appassionati di birdwatching potranno osservare il volo colorato dei gruccioni, quello ondeggiante dell’upupa o le planate e le picchiate dei rapaci insieme a numerosi passeriformi, stanziali o di passo. Sicuramente i periodi più indicati per queste attività sono le stagioni primaverili ed autunnali quando molti ospiti alati usano l’isola come luogo di soste e ristoro durante i loro spostamenti sulla direttrice Sud-Nord. Il mare pianosino è particolarmente abbondante di fauna ittica: le acque, un tempo protette indirettamente dal severo controllo esercitato dalla polizia penitenziaria intorno all'isola, sono oggi tutelate per il loro valore ambientale e la loro ricchezza faunistica. Qui la prateria di posidonia, risparmiata dalla pesca a strascico ed ancoraggio selvaggio è ancora integra e particolarmente estesa. Lo snorkeling nelle acque pianosina è emozionante e permette l’osservazione a pochissimi metri di profondità di cernie, aragoste, orate, dentici, murene e altri mille colorate specie mediterranee.

pianosa

Zone tutelate

  • A terra: il 100% del territorio, inseriti nel perimetro del parco sono anche gli isolotti de La Scarpa e La Scola.
  • A mare: il 100% fino a un miglio dalla costa (zona 1). Possibilità di fruizione subacquea ai diving autorizzati ad accedere al campo boe.
 

Fruizione a terra: La fruizione turistico-naturalistica dell’Isola di Pianosa è limitata a 330 presenze giornaliere, di cui 250 riservate ai turisti trasportati con il vettore privato, 25 per il piccolo Albergo Milena, 40 all’Amministrazione Penitenziaria, 10 all’Associazione Amici di Pianosa e 5 alla Diocesi di Massa Marittima. Nella giornata di martedì, in coincidenza con il traghetto di linea Toremar si deroga sul numero fino ad un massimo di 200 persone oltre le 330

 
 
 

Visita la Casa del Parco di Pianosa

FRUIZIONE SUBACQUEA

 

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